Thailandia per nomadi digitali
Quattro viaggi in sei anni, dal primo da solo con pochi soldi all'ultimo fermo un mese sulla stessa isola. Quanto è costato viverci lavorando, e cosa è cambiato in mezzo.
Ha due coste con le stagioni sfasate, quindi si può stare al sole tutto l'anno spostandosi da una parte all'altra: le Andamane da novembre ad aprile, il golfo da gennaio a settembre. È la ragione per cui ci sono tornato quattro volte invece di cercare altrove.
La prima volta ci sono arrivato a gennaio del 2020 con un biglietto di sola andata, e ci sono tornato altre tre volte. Fra il primo viaggio e l’ultimo è cambiato quasi tutto, compreso quanto spendevo per dormire, e la ragione ha poco a che fare con la Thailandia.
Il primo viaggio in Thailandia, con pochi soldi
Era la mia prima esperienza da solo in Asia. Erano i primi mesi da freelance, avevo poche collaborazioni e poche entrate, quindi non avevo un budget vero a disposizione. L’idea era ripartire dal basso, con poche spese, adattarmi, e da lì aumentare piano piano nel tempo in base a quello che entrava.
Di quei mesi mi ricordo soprattutto l’euforia dei primi mesi da viaggiatore solitario. Ero molto più concentrato a scoprire mondi nuovi che alla comodità dell’alloggio, e mi adattavo a tutto. Volevo un senso di avventura, quindi giravo anche di giorno e non mi fermavo mai davvero: in due mesi ho toccato Bangkok, Chiang Mai, Chiang Rai, Mae Sai, Lopburi, Pattaya, Krabi e Phi Phi.
Ho pagato 17 euro a notte, su 151 notti. È il prezzo più basso che io abbia mai fatto in Thailandia, e dipende da come stavo viaggiando allora.
Come è finito quel viaggio: il visto in scadenza e il Laos
Quel viaggio non l’ho chiuso io. Erano i tempi del covid, stavano chiudendo tutte le frontiere una dopo l’altra e il mio visto per la Thailandia stava scadendo. Avevo puntato al Vietnam e mi hanno bloccato l’ingresso perché il passaporto era italiano, quindi ho dovuto scegliere il giorno prima. Il Laos in quel momento era aperto a tutti, ed è rimasto il più aperto di tutti fino all’ultimo.
Sono passato di là e ci sono rimasto bloccato cinque mesi, viaggiando da solo da nord a sud perché i confini erano chiusi. Ho voluto continuare l’avventura fino a quando ho resistito. È il viaggio che mi ha cambiato e che mi ha messo alla prova più di ogni altro.
Sei anni dopo: un mese su Ko Chang
Nel 2026 sono tornato e sono stato un mese su Ko Chang, poi sono andato in Vietnam e alla fine ci sono tornato. Nel frattempo viaggiavo in coppia, e questo cambia quello che cerchi in una casa: serve più spazio, serve potersi lavorare in due, possibilmente con una postazione dentro, e serve una piscina, perché in città il caldo è pesante.
Su Ko Chang avevo prenotato due notti in un resort, e basta. Poi ho parlato con lo staff e ci siamo accordati su un prezzo per più settimane: 56 euro a notte in due, una matrimoniale davanti al mare con il tavolo per lavorare, colazione inclusa e spiaggia privata. Con cinque euro in più al giorno avevo anche il motorino. Faccio quasi sempre così, prenoto due o tre notti per vedere com’è davvero il posto e il prezzo lo tratto una volta lì.
Su Ko Mak, che è più isolata, con 24 euro a notte avevo una stanza con la piscina vista mare e la colazione, più i soliti cinque euro di motorino. Eravamo appena fuori dall’alta stagione e l’isola era quasi deserta, ed è una delle esperienze migliori che mi porto dietro. Per lavorarci bisogna arrivare un po’ organizzati: un posto comodo dove stare in stanza, il motorino, la SIM.
I prezzi in Thailandia sono saliti un po’, questo è vero, e si trovano comunque ancora ottimi prezzi. Ma fra quello che spendevo allora e quello che spendo adesso la parte grossa della differenza sono io: le prime volte puntavo solo a girare, oggi vivo i posti più lentamente.
Chiang Mai e il nord, per chi lavora da remoto
A Chiang Mai sono stato a febbraio del 2026 e non ho sentito nessuna puzza di bruciato, anche se probabilmente sarebbe cominciata poco dopo. È una zona interessante per viverci e lavorarci un periodo, a patto di scegliere la stagione giusta. E se la città stanca, salendo in montagna ci sono posti come Pai, più isolati e molto belli.
Perché ci torno: è il posto più facile per lavorare da remoto
Il fuso orario funziona con l’Europa, i costi si adattano a qualsiasi budget, e la qualità e lo sviluppo del paese vanno bene per chiunque. Si mangia cucina di tutto il mondo, e la cucina thai è buonissima a tutti i prezzi. E poi c’è dentro tutto: montagne, fiumi, laghi, mare, isolette e città super sviluppate.
Fotografie della Thailandia




















Lavorare da remoto in Thailandia
È il posto più facile che conosca per lavorare da remoto: il fuso orario funziona con l'Europa, i costi si adattano a qualsiasi budget, e la qualità e lo sviluppo del paese vanno bene per chiunque. La connessione non è mai un problema, nemmeno sulle isole minori.
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Connessione
Funziona sempre e ovunque bene, isole minori comprese. In quattro viaggi non è mai stato un problema, ed è una delle ragioni per cui qui lavorare da remoto è così facile.
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Dove lavorare
Chiang Mai ha decine di coworking, con la scrivania fissa sotto i cento euro al mese e il pass giornaliero a meno di dieci. Bangkok altrettanti. Sulle isole la scelta si stringe parecchio: su Ko Kut non ho trovato posti accessibili dove lavorare fuori casa, e quei pochi che c'erano non erano il massimo.
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Comunità
Chiang Mai è una delle capitali mondiali del lavoro da remoto: gruppi attivi, eventi quasi ogni sera e gente che si ferma mesi invece di giorni. Sulle isole si sta di più fra sé, e a Bangkok la comunità è più di expat che di nomadi.
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Fuso per l'Europa
Cinque o sei ore avanti. Le riunioni del pomeriggio italiano cadono a sera, quelle del mattino sono fuori discussione. In compenso la mattina resta tutta libera.
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Costo della vita
Un pasto locale sta sui due o tre euro, uno smoothie di frutta fresca due, il motorino cinque al giorno. A Chiang Mai un bilocale in centro parte da 260 euro al mese. Il Vietnam costa ancora meno, ma la Thailandia la preferisco.
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Durata del soggiorno
Trenta giorni, prorogabili di trenta. Per stare più a lungo bisogna organizzarsi con un visto vero, e il DTV va chiesto fuori dal paese prima di partire.
Quanto puoi restare in Thailandia
La prima domandaDal 15 settembre 2026 l'esenzione scende da sessanta a trenta giorni. Chi vuole fermarsi mesi e non settimane deve guardare al DTV, il visto che la Thailandia ha creato apposta per chi lavora da remoto, e va chiesto prima di partire.
Esenzione visto
30 giorniSolo il passaporto e il modulo TDAC
Fino al 14 settembre 2026 erano 60. Entrando via terra si può usare al massimo due volte l'anno.
Proroga in loco
+30 giorniDomanda a un ufficio immigrazione, con tassa
Si arriva così a due mesi. Oltre, serve un visto vero.
DTV, Destination Thailand Visa
5 anni, 180 giorni per ingressoCirca 500.000 baht (13.500 €) sul conto da almeno tre mesi, più un contratto o clienti all'estero
Ogni ingresso si può estendere una volta di altri 180 giorni. Si lavora legalmente, ma solo per committenti fuori dalla Thailandia.
Dove si chiede il DTV
Prima di partirePortale e-visa dal proprio paese, oppure un'ambasciata thailandese
Dall'interno della Thailandia non si può richiedere. Questo è l'errore che costa il viaggio.
Fonte: Royal Gazette thailandese, 31 agosto 2026. Le regole cambiano spesso: verifica prima di partire.
Cosa vedere in Thailandia
11 posti- ci si ferma
- base logistica
- ci si passa
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01
Costa delle Andamane
Krabi e Ao Nang
ci si fermaAo Nang è la base con l'infrastruttura per fermarsi: supermercati, cliniche, due coworking e bilocali fra i 15.000 e i 30.000 baht al mese, cioè fra i 390 e i 780 euro. Krabi Town costa quasi la metà ed è a venti minuti di songthaew. Railay si raggiunge solo in barca e non ha strade, quindi ci si va di giorno e si torna a dormire. L'aeroporto è a mezz'ora ed è collegato a mezza Asia.
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02
Provincia di Krabi
Ko Lanta
ci si fermaLa più vivibile per fermarsi a lavorare, e l'unica isola con un coworking storico, KoHub. Apre il primo novembre e chiude il 30 aprile: da maggio a ottobre buona parte dell'isola abbassa la saracinesca e chi resta lavora da casa. L'isola è lunga trenta chilometri e si gira tutta in motorino, con le spiagge che diventano più vuote man mano che si scende a sud.
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03
Nord
Chiang Mai
ci si fermaCosta meno di ogni altro posto del paese: un bilocale in centro parte dai 260 euro al mese e una scrivania fissa in coworking sta sotto i cento, con la giornata singola a meno di dieci. Ha decine di coworking e la comunità di lavoratori da remoto più densa del sud-est asiatico. La stagione però va scelta: da metà febbraio ad aprile bruciano i campi e nel marzo 2026 è stata più volte la città più inquinata al mondo. Salendo in montagna, verso Pai, si sta più isolati e si respira meglio.
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04
Provincia di Trat
Ko Chang
ci si fermaIl golfo, dall'altra parte del paese. Fibra ottica su quasi tutta la costa ovest e segnale che regge anche in barca. Trattando sul posto ho avuto una matrimoniale davanti al mare a 56 euro a notte in due, con colazione e spiaggia privata incluse. È la terza isola più grande del paese e ha una strada sola che le gira intorno, con le spiagge a ovest e la giungla in mezzo. La stagione secca è sfasata rispetto alle Andamane: ci si va quando dall'altra parte piove.
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05
Provincia di Trat
Ko Mak
ci si fermaL'isola più isolata del golfo, e come esperienza la migliore che mi porto dietro: con 24 euro a notte avevo piscina vista mare e colazione inclusa, più cinque euro al giorno di motorino. È piccola, sedici chilometri quadrati, quasi tutta piantata a cocco e gomma, senza bancomat in ogni angolo e senza vita notturna. Appena fuori dall'alta stagione è quasi deserta, quindi conviene arrivarci con le cose già sistemate: un posto comodo dove lavorare in stanza, il motorino, la SIM.
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06
Centro
Bangkok
baseNon è il posto in cui restare, è quello da cui si riparte: voli interni che costano niente, uffici immigrazione, ospedali seri e tutto quello che sulle isole non esiste. Metro e sopraelevata coprono il centro e tolgono il problema del traffico, e da Hua Lamphong parte il notturno per Chiang Mai, che costa dai 768 baht in seconda ai 2.446 in prima, venti o sessanta euro per dormire mentre si viaggia. Ogni viaggio comincia e finisce qui, e conviene metterci due giorni in conto.
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07
Provincia di Trat
Ko Kut
ci si passaPoche strade e niente vita notturna, ma è l'isola più cara del golfo: gli alloggi costano e posti accessibili dove lavorare fuori casa non ne ho trovati, e quei pochi che c'erano non erano il massimo. È anche la più verde e la meno costruita delle tre, con le cascate all'interno e le spiagge a ovest, e ci si arriva con un traghetto da Trat che ci mette un'ora e mezza.
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08
Provincia di Satun
Ko Lipe e Tarutao
ci si passaIl mare più bello del paese e il più scomodo da raggiungere. Il parco marino chiude da metà maggio a metà ottobre: Ko Lipe resta formalmente aperta, ma i traghetti si diradano e la finestra vera va da novembre ad aprile. Tarutao, l'isola grande accanto, era una colonia penale ed è ancora quasi disabitata. Da Ko Lipe si passa in Malesia in barca, a Langkawi, ed è il modo più semplice per rinnovare l'ingresso.
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09
Provincia di Krabi
Ko Phi Phi e le isole Hong
ci si passaSi vedono dal mare e in giornata, partendo da Ao Nang in longtail. Sulle isole piccole non c'è niente per lavorare, e su quella grande c'è troppo di tutto il resto. Maya Bay, quella del film, è stata chiusa quattro anni per far ricrescere il corallo e adesso si visita a numero chiuso e senza bagno, il che ha migliorato le cose.
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10
Samut Prakan, sud di Bangkok
Muang Boran
ci si passaIl museo all'aperto più grande del mondo: 320 ettari disegnati a forma di Thailandia, con 116 monumenti messi ciascuno al posto giusto sulla mappa. Le bici sono gratuite e servono, perché a piedi non si finisce. Ci si arriva in metro fino a capolinea e poi con un mototaxi, ci vuole un'ora dal centro e quasi nessuno ci va.
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11
Estremo nord
Chiang Rai
ci si passaTre ore da Chiang Mai, e il motivo per farle è il Wat Rong Khun, un'opera contemporanea travestita da tempio, tutta bianca e a specchi, costruita da un artista che ci lavora dal 1997 e non ha ancora finito. Da lì il confine con il Myanmar è a un'ora, a Mae Sai, dove la Thailandia semplicemente finisce.
Quanto costa la vita in Thailandia
Valori indicativi| Voce | Di solito | Si va da |
|---|---|---|
| Pasto in trattoria locale | 2,63 € | 1,31 € – 5,25 € |
| Cena per due, ristorante medio | 23,63 € | 15,75 € – 65,63 € |
| Cappuccino | 1,81 € | 1,05 € – 3,15 € |
| Birra alla spina, 0,5 l | 1,84 € | 1,31 € – 3,15 € |
| Acqua, 1,5 l | 0,45 € | 0,26 € – 0,66 € |
| Corsa in bus urbano | 0,79 € | 0,45 € – 1,31 € |
| Taxi, al chilometro | 1,02 € | 0,57 € – 1,58 € |
| Utenze, al mese | 72,93 € | 40,69 € – 118 € |
| Internet in fibra, al mese | 16,20 € | 10,50 € – 24,94 € |
| SIM con 10 GB, al mese | 10,97 € | 5,25 € – 21,00 € |
| Palestra, al mese | 43,68 € | 21,00 € – 78,76 € |
| Bilocale in centro, al mese | 412 € | 210 € – 735 € |
| Bilocale fuori centro, al mese | 259 € | 144 € – 473 € |
Prezzi di mercato: Numbeo, settembre 2026 · convertiti al cambio di oggi, 38,09 THB per euro
Note pratiche per la Thailandia
Quello che serve sapere- Connessione
- Il wifi in Thailandia funziona sempre e ovunque bene, isole minori comprese. Fibra nelle città e sulle isole più sviluppate, 4G che regge dove la fibra non arriva. Costa poco anche prenderne una linea propria, sotto i venti euro al mese.
- SIM e dati
- Si compra in aeroporto o in qualsiasi 7-Eleven col passaporto, costa poche centinaia di baht al mese per decine di giga. AIS e True hanno la copertura migliore, e nessuno dei due chiede un contratto o un'attesa.
- Stagione
- Le due coste hanno monsoni sfasati. Andamane da novembre ad aprile, golfo da gennaio a settembre. Si sta al sole tutto l'anno cambiando lato, ed è la ragione principale per cui ci sono tornato quattro volte.
- Contanti e carte
- Pago quasi tutto in contanti e prelevo a qualsiasi bancomat, ma la commissione fissa è di 220 baht, cioè cinque o sei euro a operazione, e la chiedono tutte le banche allo stesso modo. Conviene prelevare cifre alte e di rado, così il costo per prelievo si abbatte.
- Come tratto il prezzo
- Prenoto due o tre notti per vedere com'è davvero il posto, poi parlo con chi lo gestisce e tratto per le settimane successive. Dal mese in su si scende sotto qualsiasi piattaforma, e spesso ci si fa mettere dentro cose che online non compaiono, come il motorino o la colazione.
- Spostarsi
- Voli interni economici e frequenti, e sulle lunghe distanze il treno notturno con la cuccetta, che parte da venti euro. Il motorino sta sui cinque euro al giorno, una tratta in Uber tre o quattro. Senza patente internazionale si guida lo stesso, ma si rischia una multa da una trentina di euro e soprattutto, se succede qualcosa, nessuno ti assicura. Meglio noleggiarlo dove non c'è traffico, perché spesso guidano male.
- Sanità
- In un ospedale privato ci sono finito, e sembrava un hotel a cinque stelle: poca fila e un servizio come non l'avevo mai visto. Visita e medicine essenziali sono costate 65 euro, coperti dall'assicurazione, che quindi serve averla. Bangkok e Chiang Mai hanno ospedali con reparti internazionali dove si parla inglese senza problemi.
- Che casa cercare
- In due che lavorano entrambi servono due postazioni vere e spazio per starci dentro tutto il giorno. Una piscina in città vale più di quanto sembri, perché con quel caldo diventa il posto dove si stacca. Sulle isole conta più il wifi della vista, e conviene provarlo prima di impegnarsi per il mese.
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